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Cybersecurity europea: resilienza e controllo con Aruba Cloud e Bitdefender

16/10/2026
Cybersecurity europea: resilienza e controllo con Aruba Cloud e Bitdefender
Ottobre è l’European Cybersecurity Month, la campagna annuale dell’Unione Europea dedicata alla diffusione della cultura della cybersecurity tra cittadini e organizzazioni. Nel 2026 questa ricorrenza arriva in un momento in cui la sicurezza informatica è sempre meno una questione confinata ai reparti IT e sempre più un tema di continuità operativa, governance e capacità di fare business. 

Il quadro delineato da ENISA, Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, è significativo. Il Threat Landscape 2026 mostra come le dipendenze digitali stiano ampliando la superficie di attacco: il ransomware resta tra gli incidenti con l’impatto più rilevante nel breve periodo, gli attacchi alle supply chain e ai fornitori possono propagare i loro effetti su più organizzazioni e l’intelligenza artificiale viene utilizzata sia come strumento dagli attaccanti sia come nuovo possibile bersaglio. Il 73% delle organizzazioni colpite negli eventi analizzati da ENISA appartiene inoltre alle categorie di entità essenziali o importanti definite dalla NIS2. 

In questo scenario, proteggere un singolo dispositivo o installare un singolo strumento di sicurezza non è più sufficiente. Serve una capacità cyber continua, capace di collegare prevenzione, protezione, rilevamento e risposta alle fondamenta infrastrutturali su cui vivono dati, applicazioni e servizi.

La cybersecurity non è più soltanto protezione: è un ciclo continuo

Per molto tempo la sicurezza degli endpoint è stata associata soprattutto all’antivirus. Oggi il problema è molto più ampio: un’organizzazione deve conoscere gli asset esposti, ridurre le vulnerabilità, proteggere endpoint e workload, identificare comportamenti anomali, correlare gli eventi e reagire rapidamente quando una minaccia supera le prime difese.

È il passaggio da una sicurezza composta da strumenti separati a un modello integrato che comprende prevention, protection, detection e response. Un’impostazione coerente anche con l’evoluzione normativa europea: la NIS2, per esempio, include tra gli elementi della gestione del rischio cyber la gestione degli incidenti, la sicurezza della supply chain, la gestione delle vulnerabilità e l’impiego della crittografia. 

È la stessa logica che Aruba Cloud sta portando nella propria offerta di cybersecurity: protezione degli ambienti cloud e ibridi lungo l’intero ciclo del rischio, con servizi che spaziano dalla riduzione della superficie d’attacco alla protezione di workload e dati, fino alle capacità di detection e response. 

Perché infrastruttura cloud e cybersecurity sono sempre più connesse

C’è poi un secondo elemento che sta diventando decisivo: dove vengono eseguite le tecnologie di sicurezza e dove vengono gestite le informazioni che producono.

Una piattaforma cyber elabora infatti non soltanto dati relativi agli endpoint, ma anche configurazioni, eventi di sicurezza e telemetria. La collocazione dell’infrastruttura, le modalità di accesso e trattamento delle informazioni, la giurisdizione applicabile e la dipendenza dai diversi fornitori diventano quindi parte della postura di sicurezza dell’organizzazione.

Non è un tema esclusivamente tecnologico. Nel 2026 la Commissione europea ha ulteriormente formalizzato questa impostazione attraverso il Cloud Sovereignty Framework, utilizzato per valutare i servizi cloud nel proprio procurement e articolato su dimensioni giuridiche, operative, tecnologiche, di supply chain, sicurezza e compliance. In altre parole, controllo dell’infrastruttura e controllo del rischio digitale tendono sempre più a convergere.

Aruba Cloud e Bitdefender: cybersecurity e infrastruttura in un modello europeo

È in questo contesto che si inserisce la collaborazione tra Aruba Cloud e Bitdefender, due realtà europee che mettono in relazione infrastruttura cloud e tecnologie di cybersecurity.

Bitdefender porta le proprie tecnologie per la prevenzione, la protezione, il rilevamento e la risposta alle minacce; Aruba mette a disposizione l’infrastruttura cloud sulla quale viene ospitata la piattaforma e le proprie competenze sul mercato italiano ed europeo. Nell’ambito della partnership, Aruba distribuisce inoltre il portafoglio business di Bitdefender ed è Gold Reseller del vendor. 

Elemento tecnologico centrale della collaborazione è Bitdefender GravityZone, piattaforma unificata per cybersecurity, analisi del rischio e compliance. GravityZone integra capacità che vanno dalla protezione degli endpoint alle tecnologie EDR e XDR e alla sicurezza degli ambienti cloud, permettendo di osservare e affrontare una minaccia lungo più fasi del suo ciclo. 

Il punto distintivo non riguarda però soltanto le funzionalità della piattaforma. Secondo il comunicato ufficiale della partnership, i dati dei clienti e di configurazione, gli eventi di sicurezza e i dati di telemetria non vengono trasferiti o processati al di fuori dell’Unione Europea. L’infrastruttura è fornita da Aruba, mentre Bitdefender mantiene il controllo operativo della propria piattaforma.

Proteggere endpoint e workload significa proteggere la continuità del business

Per un’impresa, il valore di un approccio di questo tipo non consiste semplicemente nell’aggiungere un nuovo livello di sicurezza. Significa collegare più strettamente protezione e resilienza.

Endpoint, server, workload cloud, identità e applicazioni sono ormai parti dello stesso ecosistema digitale. Una compromissione può attraversare questi confini e avere conseguenze che vanno oltre il singolo sistema: indisponibilità dei servizi, perdita di integrità dei dati, interruzioni operative e difficoltà nel rispettare gli obblighi di sicurezza e gestione degli incidenti.

Per questo prevenzione e rilevamento devono essere accompagnati dalla capacità di intervenire. L’offerta Aruba Cloud–Bitdefender articola queste capacità: riduzione proattiva della superficie di attacco, protezione di workload e sistemi critici e capacità XDR per correlare segnali provenienti da endpoint, identità, reti, cloud e applicazioni e supportare indagine e risposta. 

Questo non rende automaticamente un’organizzazione conforme a normative come NIS2 o DORA: la compliance dipende anche da governance, processi, responsabilità e misure organizzative. Un’architettura cyber integrata può però fornire una base tecnologica coerente con requisiti sempre più orientati alla gestione continuativa del rischio e alla resilienza operativa.

Una strategia europea che guarda anche alla supply chain digitale

La partnership con Aruba Cloud non è un caso isolato nel percorso europeo di Bitdefender. Nel 2025 l’azienda ha avviato partnership con OVHcloud in Francia e con Secunet in Germania, ospitando GravityZone su infrastrutture europee e introducendo specifiche garanzie sulla gestione dei dati all’interno dell’UE.

È una direzione particolarmente rilevante nel 2026. La Commissione europea ha infatti adottato un nuovo ICT Supply Chain Security Toolbox per aiutare organizzazioni e Stati membri a identificare e mitigare i rischi legati alle catene di fornitura tecnologiche, richiamando l’attenzione anche sulla dipendenza da fornitori critici e sulla necessità di strategie più resilienti.

La scelta dell’ecosistema tecnologico diventa quindi parte della cybersecurity: non conta soltanto quanto sia efficace un controllo, ma anche come è costruita la catena di servizi che lo rende possibile e quale livello di controllo mantiene l’organizzazione sui propri dati e sulle proprie infrastrutture.

Dalla tecnologia alla cultura della cybersecurity

L’European Cybersecurity Month ricorda infine che nessuna architettura tecnologica può essere considerata isolatamente dalle persone e dai processi. In occasione dell’European Cybersecurity Month 2026, un nuovo Flash Eurobarometer della Commissione europea, ripreso da ENISA ha posto particolare attenzione proprio alla sicurezza nei luoghi di lavoro: il 74% dei dipendenti intervistati a livello europeo dichiara di essere stato esposto nei sei mesi precedenti a email, messaggi, link o altre comunicazioni sospette, mentre solo il 45% riferisce che la propria organizzazione diffonde regolarmente informazioni o aggiornamenti di cybersecurity. 

La resilienza digitale nasce quindi dall’integrazione di più livelli: persone consapevoli, processi definiti, tecnologie capaci di prevenire e rilevare le minacce e un’infrastruttura progettata per mantenere controllo, integrità e continuità operativa.

È su questa convergenza che si gioca oggi la cybersecurity europea: non più una somma di prodotti difensivi, ma una capacità strutturale dell’impresa. La collaborazione tra Aruba Cloud e Bitdefender rappresenta un esempio concreto di questo modello, combinando tecnologie di sicurezza, infrastruttura europea e competenze locali in un approccio orientato a resilienza, trasparenza e controllo dei dati.

Leggi l'approfondimento sulla cybersecurity come controllo strutturale



 
 
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