Magazine

Nicolò Bulega, numero 1 della Superbike: chi è il pilota Aruba.it Racing - Ducati che ha riscritto i record

03/07/2026
Nicolò Bulega, numero 1 della Superbike: chi è il pilota Aruba.it Racing - Ducati che ha riscritto i record
Ventuno vittorie in altrettante gare e una convinzione che non cambia: non accontentarsi mai. A metà del Mondiale Superbike 2026, un ritratto di Nicolò Bulega, pilota del Team Aruba.it Racing - Ducati, oltre i numeri.

Sulla pista di casa di Misano, a metà giugno, Nicolò Bulega ha portato a venticinque la striscia di vittorie consecutive più lunga nella storia del Mondiale Superbike: un primato assoluto che porta il suo nome. La stagione 2026 del Team Aruba.it Racing - Ducati è, a oggi, un dominio senza precedenti: tutte le gare vinte e un vantaggio che ha superato i cento punti sul compagno di squadra Iker Lecuona. In vista del prossimo round, in programma a Donington, Bulega si racconta: il metodo con cui giudica una gara perfetta, la mentalità di chi non si accontenta e cosa vorrebbe restasse, tra vent’anni, di una stagione irripetibile.

C’è un momento preciso in cui hai capito che correre non era un gioco tra tanti, ma la cosa che avresti fatto per il resto della tua vita?
L’ho sempre sognato, mi sono sempre impegnato fin da piccolo. Quando guardavo le gare in televisione dicevo che io volevo essere uno di quelli lì. Avevo le idee chiare già da bambino.

Tuo padre correva e, quando sei nato, gestiva un team nel Mondiale Supersport. Quanto ha pesato tutto questo sulla tua scelta?
Quando sono nato, mio padre aveva appena smesso di correre e aveva un team nel Mondiale Supersport. Sono nato in mezzo alle moto, mi sono sempre piaciute da che ho memoria. Non avevo molti dubbi sulla scelta.

Prima di arrivare a questo livello ci sono stati momenti difficili. Hai mai pensato di non farcela, e cosa ti ha permesso di superarli?
Ho avuto tantissimi anni belli, ma anche qualche anno brutto, e quegli anni brutti sono stati molto brutti. Ho fatto tanta fatica, non era scontato che potessi continuare ad alti livelli. Sì, ci sono stati momenti in cui ho pensato di non farcela più. Ma continuando sempre a crederci, alla fine la soluzione, se la vuoi davvero, la trovi.

“Ci sono stati momenti in cui ho pensato di non farcela più. Ma la soluzione, se la vuoi davvero, la trovi.”


In questa striscia di vittorie consecutive c’è un momento in cui hai smesso di percepirla come una sequenza di gare e ha iniziato a sembrarti altro?
Ogni vittoria è importante. I record fanno piacere, la striscia di vittorie consecutive fa piacere, ma alla fine quello che conta sono i titoli. Ogni vittoria in più è un pezzettino in più per arrivare al traguardo finale: ogni volta che ne vinci una, ti senti sempre più vicino a quello.

Bulega 2.jpg

C’è un momento, durante una gara, in cui ti dici «è stata perfetta» mentre stai ancora correndo?
Sì, quest’anno ce ne sono state tante. Quando parti bene e fai tutto bene, dalla prima staccata alla bandiera a scacchi, senza sbavature, con un buon margine su chi ti segue e senza prenderti troppi rischi: quella è la gara perfetta.

Donington è uno dei circuiti più storici della Superbike. Cosa significa correrci, in un momento della stagione in cui tutti si aspettano soltanto che tu continui a vincere?
Donington non è tra le mie piste preferite, anche se la prima parte del circuito mi piace molto. Ha una grande storia per la Superbike, ma io ci corro solo da qualche anno. L’anno scorso non sono andato male; in Superbike non ho ancora vinto qui, e quest’anno mi piacerebbe provarci.

Fra vent’anni, se un giovane pilota guardasse i numeri di questa stagione, cosa vorresti che imparasse, al di là dei risultati?
Che anche quando sei il primo devi continuare a lavorare. Perché se ti adagi sui risultati, il giorno dopo arrivi secondo.


Bulega 3.jpg



 
 
Newsletterbox