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Brand protection nel 2026: trend emergenti e come prepararsi

02/02/2026
Brand protection nel 2026: trend emergenti e come prepararsi
EnterprisePMIProfessionisti
Nel 2026 proteggere il proprio brand online significa fronteggiare un panorama di minacce che ha visto un’evoluzione significativa nell'ultimo anno, non solo in termini di quantità ma soprattutto di varietà e sofisticatezza. Secondo il Microsoft Digital Defense Report 2025, il volume degli attacchi mirati a compromettere l’identità di un’organizzazione – attraverso siti clone, domini ingannevoli o phishing mirato – è aumentato sensibilmente, con una crescita documentata delle campagne capaci di replicare i tratti distintivi di un marchio, dai loghi alla sintassi delle comunicazioni.

Questa tendenza, unita alla rapida proliferazione di nuovi gTLD e alle pressioni normative sulla trasparenza dei registrant, impone alle aziende un approccio molto più strategico alla governance dei propri asset digitali. Non tutte le imprese sono però pronte a fronteggiare questa complessità: molte mantengono una gestione frammentata del portfolio domini e intervengono solo in risposta a episodi di abuso già in corso. In un contesto in cui la reputazione si costruisce (e si compromette) sempre più online, la brand protection non può più essere considerata solo un presidio di nicchia, ma una componente strutturale della resilienza digitale aziendale.

Trend emergenti da monitorare nel 2026

1) L’abuso automatizzato con AI diventa la prassi
Nel 2026 l’uso dell’AI nelle attività fraudolente non è più episodico. Modelli avanzati vengono utilizzati per generare domini confondibili, email di phishing linguisticamente perfette e siti clone visivamente credibili. Il report sopra citato di Microsoft evidenzia come le campagne di phishing generate tramite AI producano contenuti mirati quasi indistinguibili da quelli legittimi, riducendo l’efficacia dei filtri tradizionali e aumentando drasticamente i volumi degli attacchi. Per i brand, questo significa affrontare varianti continue e difficili da intercettare senza un monitoring evoluto.

2) Crescita dei nuovi gTLD e rischio di frammentazione
L’espansione delle estensioni di dominio aumenta le opportunità ma anche i rischi. Nel 2025, la WIPO (organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale) ha smantellato decine di domini abusivi registrati in varianti di un noto marchio automobilistico, distribuite su più TLD. Più estensioni significano più superfici di attacco e una maggiore complessità nella gestione del portfolio. Per esempio, il WIPO Case No. D2025-1306 mostra come la proliferazione di nuove estensioni renda più semplice per i malintenzionati creare domini ingannevoli basati su marchi noti.

3) Evoluzione normativa e responsabilità dei brand
Le normative su dati, trasparenza e sicurezza digitale continuano a evolvere, imponendo alle aziende una governance sempre più strutturata dei propri asset online. La gestione dei domini diventa così una componente chiave della compliance, non più un’attività puramente tecnica.

4) Identità digitale distribuita
I marchi non vivono più solo su un .com. Operano su decine di TLD, marketplace, piattaforme e ambienti digitali differenti. Il WIPO Case D2025-0611 evidenzia come nuove registrazioni possano mimare brand già esistenti per intercettarne traffico e reputazione, sfruttando questa frammentazione. Senza un portfolio management avanzato, il rischio di perdere il controllo sugli asset digitali aumenta.

5) Integrazione tra Brand Protection e Cybersecurity
Nel 2026 la brand protection non può essere separata dalla cybersecurity. Il monitoring dei domini si integra con l’analisi DNS, l’identificazione di infrastrutture sospette e la correlazione con campagne di phishing. Le funzioni aziendali devono collaborare: operare a silos non è più sostenibile.

Come prepararsi: strategie concrete per il 2026

Per affrontare efficacemente questo scenario è necessario rafforzare la prevenzione. Le registrazioni strategiche, l’utilizzo di strumenti come TMCH, DPML, GlobalBlock e AdultBlock, e l’implementazione di protezioni DNS come il DNSSEC sono passaggi fondamentali per bloccare in anticipo tentativi di abuso.

Occorre anche potenziare il monitoring con strumenti in grado di rilevare segnali deboli, attività anomale e minacce in evoluzione. Il semplice controllo dei nomi a dominio non è più sufficiente: servono alert intelligenti, capaci di individuare frodi infrastrutturali e schemi di abuso nascosti.

Centralizzare la gestione del portfolio consente di aumentare il controllo e ridurre i rischi. Audit regolari, consolidamento su un unico partner, automazione dei rinnovi e governance unificata permettono di mantenere una visione completa degli asset digitali, evitando dispersioni e vulnerabilità.

Una strategia moderna richiede anche un’integrazione effettiva tra i team. Legal, IT e marketing devono condividere responsabilità, competenze e strumenti. La formazione interna continua è essenziale per aumentare la consapevolezza e prepararsi ad affrontare scenari concreti: siti clone generati da AI, typosquatting automatizzato, campagne di disinformazione, furti d’identità del brand attraverso deepfake o profili falsi.

Infine, è necessario sviluppare protocolli di risposta rapidi ed efficaci. Le prime due ore da un attacco possono fare la differenza tra un incidente isolato e una crisi reputazionale. Piani d’intervento chiari, con ruoli e strumenti già definiti, aiutano a contenere i danni e ripristinare rapidamente la fiducia.

Il ruolo del partner esperto

In uno scenario così dinamico, affidarsi a un partner esperto come Aruba offre un vantaggio competitivo concreto. Aruba fornisce strumenti aggiornati per il monitoring e la protezione preventiva, e un supporto integrato IT–Legal per la gestione delle dispute relative a marchi e domini, così come la definizione di strategie personalizzate.

Collaborare con un partner esperto consente alle aziende di ridurre i rischi, contenere i costi a lungo termine e aumentare la propria resilienza digitale. Significa anche garantire un maggiore controllo sull’identità del brand in un ecosistema frammentato e ad alto tasso di evoluzione.
Per scoprire come proteggere il tuo marchio online con un approccio multilivello, consulta le soluzioni di Brand Protection di Aruba.


 
 
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