Entro il 24 dicembre 2026 ogni Stato membro dell'Unione europea dovrà rendere disponibile almeno un portafoglio europeo di identità digitale (EUDI Wallet). È una scadenza a carico degli Stati, non un obbligo di utilizzo per il cittadino, che resta volontario e gratuito per le persone fisiche. Per determinate categorie di soggetti privati tenuti alla strong user authentication, l'obbligo di accettazione scatterà entro il 24 dicembre 2027; regole specifiche si applicano inoltre alle Very Large Online Platforms.
Perché il 2026 è uno spartiacque
Il portafoglio europeo di identità digitale è il passaggio con cui il Regolamento (UE) 2024/1183, noto come eIDAS 2, smette di essere una cornice normativa e diventa uno strumento concreto. Con questo regolamento, in vigore dal 20 maggio 2024, l'identità digitale europea supera il mosaico di schemi nazionali poco interoperabili e supera i limiti dell'attuale interoperabilità tra schemi nazionali e converge verso un quadro europeo comune di wallet interoperabili, riconosciuti nell'Unione.
La data del 24 dicembre 2026 fissa una soglia precisa: entro quel giorno ogni Stato deve rendere disponibile almeno un wallet conforme. Il contenuto del portafoglio, il calendario degli obblighi di accettazione, il ruolo dei servizi fiduciari e l'evoluzione dell'IT-Wallet italiano si estenderanno negli anni successivi. Vale quindi la pena capire cosa è già stabilito e cosa dipende ancora dagli atti di esecuzione, che al momento della stesura risultano in parte pubblicati e in parte in completamento.
Cos'è e cosa conterrà il portafoglio
L'EUDI Wallet è un portafoglio digitale, tipicamente utilizzabile tramite smartphone, che permette a cittadini, residenti e imprese di conservare, gestire e presentare in modo sicuro la propria identità digitale e i propri documenti in formato digitale. La base giuridica è il Regolamento (UE) 2024/1183, che modifica il precedente Regolamento (UE) 910/2014 sull'identificazione elettronica e i servizi fiduciari.
Il wallet custodisce due categorie di informazioni. La prima sono i dati di identificazione personale (Person Identification Data, PID), emessi dallo Stato, che costituiscono il nucleo dell'identità. Accanto ai PID, il wallet può contenere attestazioni elettroniche di attributi: attestazioni non qualificate (EAA), attestazioni elettroniche qualificate di attributi (QEAA) rilasciate da prestatori qualificati e attestazioni rilasciate da, o per conto di, organismi pubblici responsabili di fonti autentiche. Gli esempi comprendono dati identificativi, patente di guida mobile, titoli e qualifiche professionali, informazioni sanitarie e altre attestazioni verificabili; il wallet potrà inoltre essere utilizzato in casi d'uso come l'apertura di un conto, l'accesso a servizi pubblici o l'autorizzazione di pagamenti. Un solo portafoglio raccoglie molte credenziali. La logica che le governa è la divulgazione selettiva: l'utente condivide unicamente l'attributo richiesto, ad esempio la maggiore età, senza rivelare la data di nascita, con un livello di garanzia elevato e in coerenza con il GDPR.
Il 24 dicembre 2026 e il calendario degli obblighi
Questa è la parte da leggere con attenzione, perché intreccia tre piani distinti che vale la pena tenere separati.
L'obbligo per gli Stati membri. Entro il 24 dicembre 2026 ogni Stato membro deve rendere disponibile almeno un wallet conforme. Lo Stato può fornirlo direttamente, incaricare un soggetto terzo o riconoscere un wallet privato. La disponibilità poggia su specifiche tecniche comuni, raccolte nell'Architecture Reference Framework, e sugli atti di esecuzione della Commissione, il primo gruppo dei quali risale al 28 novembre 2024.
La libertà per i cittadini. L'uso del wallet è un diritto, gratuito per le persone fisiche, e resta una scelta. Nessuno è tenuto ad attivarlo o ad abbandonare i mezzi di identificazione che già utilizza. La data di dicembre 2026 riguarda la disponibilità dello strumento, e lascia intatta la libertà individuale di adottarlo o meno.
L'accettazione da parte dei servizi pubblici. A partire dalla disponibilità degli EUDI Wallet, prevista entro il 24 dicembre 2026, quando per accedere a un servizio online fornito da un organismo del settore pubblico è richiesta l'identificazione e l'autenticazione elettronica, lo Stato membro deve consentire anche l'utilizzo degli EUDI Wallet conformi al Regolamento.
Gli obblighi di accettazione per i soggetti privati. Per determinate categorie di soggetti privati tenuti a utilizzare la strong user authentication per l'identificazione online, il Regolamento prevede l'obbligo di accettare il wallet su richiesta dell'utente. L'obbligo, previsto dall'articolo 5f, paragrafo 2, scatta entro 36 mesi dall'entrata in vigore dei relativi atti di esecuzione, quindi entro il 24 dicembre 2027. Riguarda, con esclusione delle micro e piccole imprese, i soggetti per i quali la strong user authentication sia richiesta dalla normativa o da un obbligo contrattuale; il Regolamento cita, tra gli altri, trasporti, energia, banche e servizi finanziari, sanità, istruzione e telecomunicazioni. Regole specifiche si applicano inoltre alle Very Large Online Platforms.
La linea del tempo, in sintesi, distingue quindi la disponibilità del wallet a carico degli Stati entro dicembre 2026, il suo utilizzo volontario da parte del cittadino, l'accettazione nell'accesso ai servizi pubblici online che richiedono identificazione elettronica e, entro dicembre 2027, l'obbligo di accettazione per le categorie di soggetti privati previste dal Regolamento.
Il ruolo dei trust service provider
I servizi fiduciari costituiscono una componente essenziale dell'ecosistema EUDI. I prestatori di servizi fiduciari qualificati possono rilasciare Qualified Electronic Attestations of Attributes (QEAA), alle quali eIDAS attribuisce lo stesso effetto giuridico delle corrispondenti attestazioni legalmente rilasciate in forma cartacea. Il wallet abilita inoltre la creazione di firme e sigilli elettronici qualificati, con pieno valore legale in tutta l'Unione.
È il piano che collega il documento digitale alla sua efficacia giuridica. Un attestato dentro il portafoglio vale nella misura in cui una catena di fiducia riconosciuta ne garantisce provenienza e integrità, e questa catena si regge sui servizi fiduciari disciplinati da eIDAS 2.
L'attuazione in Italia: IT-Wallet, SPID e CIE
L'Italia si è mossa in anticipo. Il sistema di portafoglio digitale italiano, l'IT-Wallet, è stato istituito dal decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, che ha introdotto l'articolo 64-quater nel Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD). Il sistema si articola su un doppio binario: un wallet pubblico integrato nell'app IO, sviluppato da PagoPA e con l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato responsabile dell'emissione digitale degli attestati, e wallet privati che operatori accreditati da AgID potranno rendere disponibili secondo le Linee Guida previste dall'articolo 64-quater.
L'accesso avviene con SPID o CIE. La funzionalità "Documenti su IO" ha già reso disponibili in forma digitale la patente di guida, la tessera sanitaria e la Carta europea della disabilità, con un catalogo destinato ad ampliarsi. Dopo aver superato i 10 milioni di attivazioni nel febbraio 2026, a luglio il sistema ha raggiunto quota 12 milioni; nello stesso mese è stato inoltre aperto alle imprese l'ambiente nazionale di test per i wallet privati. Il sistema è progettato per convergere verso lo standard europeo e garantire l'interoperabilità transfrontaliera.
Su un punto conviene essere chiari: il wallet si appoggia a SPID e CIE e convive con essi. AgID ha rinnovato le convenzioni con gli identity provider SPID fino al 2027, in una logica di transizione progressiva e non di sostituzione immediata. Il rapporto è di convivenza e convergenza, e l'evoluzione futura di questi strumenti resta materia da seguire sulle fonti istituzionali.
Cosa cambia, in pratica
Per i cittadini. L'adozione è volontaria e gratuita. Il vantaggio è la comodità di avere i documenti sullo smartphone, con il controllo garantito dalla divulgazione selettiva e senza alcuna migrazione forzata. Chi preferisce i documenti fisici continua a usarli.
Per le imprese. L'attenzione si concentra su chi dovrà accettare il wallet e da quando. Nel ruolo di relying party, i soggetti dei settori regolamentati e le grandi piattaforme dovranno predisporre l'integrazione lato verifica delle credenziali entro il 24 dicembre 2027. I casi d'uso più concreti riguardano l'onboarding, i processi di adeguata verifica della clientela (KYC) e l'autenticazione forte, con il valore aggiunto del riconoscimento transfrontaliero. La distinzione utile resta quella tra obbligo, per chi è tenuto ad accettarlo, e opportunità, per chi può usare il wallet per ridurre attriti e semplificare i propri processi.
Dove nascono le attestazioni del wallet
Ricondurre il quadro a un esempio operativo aiuta a chiudere il cerchio. L'infrastruttura di fiducia che dà valore legale alle credenziali del wallet passa dai trust service provider qualificati. Aruba, in qualità di prestatore qualificato di servizi fiduciari, opera in una delle componenti centrali dell'ecosistema di fiducia delineato da eIDAS 2. Tra i nuovi servizi previsti dal regolamento rientrano le Qualified Electronic Attestations of Attributes (QEAA), che possono essere emesse da prestatori qualificati e alle quali il regolamento riconosce lo stesso effetto giuridico delle corrispondenti attestazioni legalmente rilasciate in forma cartacea. È uno dei punti di raccordo tra l'EUDI Wallet e l'infrastruttura europea dei servizi fiduciari. È il punto in cui l'identità digitale del cittadino incontra la catena di fiducia che la rende verificabile e valida in tutta l'Unione.
Fonti
•
Regolamento (UE) 2024/1183 (eIDAS 2) — EUR-Lex
•
European Digital Identity, Commissione europea
•
IT-Wallet, AgID
•
Sistema IT-Wallet, Dipartimento per la Trasformazione Digitale
Il quadro normativo ha elementi in evoluzione: lo stato dei regolamenti di esecuzione, le date esatte degli obblighi di accettazione e l'avanzamento dell'IT-Wallet vanno verificati sulle fonti istituzionali al momento della lettura. Informazioni aggiornate a giugno 2026.